Lettera a ISTAT

Egregi signori,

Mi chiamo Stefano Albertini e da alcuni anni mi occupo di analisi di dati di mortalità.

Ho acquisito una certa confidenza con le pubblicazioni ISTAT, con particolare riguardo ai dati di mortalità e ai dati demografici.

Attualmente sto collaborando con l’associazione Pro Natura nell’ambito di uno studio della mortalità nel vercellese e nella Val Sesia. Il referente dell’associazione è il Sig. Michelangelo Catricalà e fanno parte del gruppo di lavoro gli epidemiologi Dott. Christian Salerno e Dott. Valerio Gennaro.

Analizzando i tassi di mortalità (sia standardizzati che specifici) a livello di regioni, province e comuni e confrontandoli con le elaborazioni Istat, ho visto che si trovavano valori discordanti e questo mi ha portato a fare alcune verifiche

Ho constatato che i dati annuali dei decessi che si possono scaricare attualmente da ISTAT DATA (https://esploradati.istat.it/databrowser/#/it/dw/categories/IT1,POP,1.0/POP_MORTALITY/DCIS_DECESSI/IT1,26_29_DF_DCIS_DECESSI_2,1.0) sono allineati a quelli della tavola dei “Decessi anni 2015-2024 – dati definitivi” (pubblicata il 18 dicembre scorso).   

Questi dati comportano differenze non trascurabili da quelli delle tavole dei dati provvisori, pubblicate sempre il 18 dicembre 2025 con dati dal 2011 al 2024 e fino a settembre 2025 (https://www.istat.it/notizia/dati-di-mortalita-cosa-produce-listat/)

Inoltre: se prendiamo il “dataset” completo di decessi giornalieri per singolo comune, sesso e classi quinquennali, e sommiamo tutti i decessi di ogni anno, otteniamo esattamente i valori forniti nelle tavole dei dati indicati come provvisori.

Che io sappia, i dati che si considerano ufficiali, anche per questioni delicate come i bilanci del periodo pandemico, sono questi ultimi. Perlomeno sono questi i dati di sintesi che ho sempre visto presi a riferimento.

A questo punto mi sorgono alcune domande a cui spero di ottenere cortese risposta:

  1. Come mai vengono diffusi contemporaneamente dati provvisori e definitivi per gli stessi anni, tanto più che comportano differenze non trascurabili (spesso oltre le 10.000 unità)?  Come mai, inoltre, si considerano ancora provvisori dati risalenti addirittura al 2011?
  2. Come mai le somme dei decessi giornalieri per ogni singolo comune non eguagliano i dati considerati definitivi? Quando saranno aggiornati in tal senso i dati dei comuni?
  3. Come mai le differenze tra dati definitivi e provvisori sono tutte di segno negativo dal 2015 al 2021 (cioè i dati definitivi sono inferiori ai provvisori) mentre sono di segno positivo dal 2022 al 2024 (cioè i dati definitivi sono superiori ai provvisori)?  In allegato una tabella che rappresenta le variazioni annuali tra i dati definitivi e i provvisori.
  4. Infine, è stato comunicato con chiarezza alle autorità e alla Commissione Covid quali sono i dati di sintesi da prendere a riferimento per ogni considerazione legata alla lettura del periodo pandemico? Le differenze non sono poche, in termini di eccesso di mortalità in periodo pandemico e post-pandemico (cfr. tabella allegata).

Nella speranza di ottenere le risposte ai miei quesiti, vi saluto cordialmente.

Stefano Albertini

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